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Madonnina del porto

Del presente articolo è autore o curatore il dott. Rocco Panuccio, cultore di storia locale ed esperto in beni storico-artistici e culturali. Ogni riproduzione, anche parziale (citazione diretta), è vietata senza espressa autorizzazione ed ogni utilizzo di notizie (citazione indiretta) senza citarne la fonte costituisce condotta sleale e grave disonestà intellettuale.

All’interno di una nicchia, scavata dalle truppe tedesche durante il secondo conflitto mondiale per motivi bellici, nel 1953 venne collocata, sopra un altare in pietra e marmo, una scultura bronzea raffigurante la Vergine con Bambino. Sia per le piccole dimensioni della scultura sia perché la cappella si trova all’ingresso principale del porto, viene chiamata affettuosamente dagli scillesi Madonnina del Porto.

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ORIGINI

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In passato, la via San Francesco di Paola non esisteva. La strada venne realizzata verso la prima metà del XX secolo, mentre la galleria a metà anni ‘80. Come si può notare dalla foto, la roccia dove oggi si trova la cappella, presentava un’insenatura naturale che poi venne accentuata dall’intervento dell’esercito tedesco.

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STORIA RECENTE

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Madonnina venne commissionata dalla compianta Dott.ssa Paladino Brancati Antonia allo scultore Monteleone nel 1953; l’opera è interamente in bronzo. In quel periodo la Dott.ssa Paladino era Sindaco di Scilla e volle che la statua, realizzata a proprie spese, fosse collocata nel posto dove ancor oggi è posta.
L’altare su cui poggia la Madonna è stato costruito, su richiesta del Sindaco Dott.ssa Paladino, dall’ingegnere messinese Gioffrè che in quel periodo curava alcune opere di rifacimento del porto.
L’intronizzazione della statua avvenne alla presenza del Prefetto di Reggio C., dall’Arcivescovo Mons. Giovanni Ferro, dall’arciprete Mons. Santo Bergamo e dalle autorità civili e militari. A salutare la Madonna con il loro suono vi erano poi numerose navi militari e imbarcazioni mercantili.

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STRUTTURA ATTUALE

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Negli ultimi anni, la grotta della Madonnina è stata oggetto di interventi di ristrutturazione. L’intera area è stata pavimentata, sono stati rivestiti anche i sedili in muratura ed è stato rifatto l’intero impianto d’illuminazione. Particolarmente affascinante è la luce di colore azzurro che la sera si sprigiona alle spalle della Vergine.

 

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SANTI VENERATI

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Il termine “Madonnina del porto” è stato coniato successivamente alla collocazione della statua nella via d’accesso al porto medesimo. L’opera bronzea è una Madonna con Bambino del rinomato artista calabrese Monteleone. La Vergine, che ha il capo coperto da un velo, sorregge il Bambino che, con la mando destra, benedice il popolo santo di Dio.

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OPERE CUSTODITE

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La statua della Madonna poggia su un altare dotato di Mensa e Tabernacolo. L’opera, realizzata dall’ingegnere messinese Gioffrè, è composta da due materiali: pietra lavica e marmo bianco. Un gradino, decorato da pezzi di marmo incollati a mosaico, poggia sul paliotto, privo di decorazioni. La Mensa è in marmo bianco, stesso materiale con il quale è realizzato il Tabernacolo che è privo di porticina.

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CURIOSITA’

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La nicchia all’interno della quale è collocato l’altare della Vergine è il frutto di scavi effettuati durante la seconda guerra mondiale dalle truppe tedesche, con lo scopo di creare un varco utile in caso di bombardamenti.
Fortunatamente, grazie all’intervento della compianta contessa Zagari presso il Prefetto di Reggio Calabria del tempo, i lavori furono interrotti, impedendo, così, alla struttura granitica di danneggiarsi irreparabilmente.

 

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