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Curiosità

Del presente articolo è autore o curatore il dott. Rocco Panuccio, cultore di storia locale ed esperto in beni storico-artistici e culturali. Ogni riproduzione, anche parziale (citazione diretta), è vietata senza espressa autorizzazione ed ogni utilizzo di notizie (citazione indiretta) senza citarne la fonte costituisce condotta sleale e grave disonestà intellettuale.

San Giovanni Battista: tre chiese in una

  

All’indomani del terremoto, quattro furono i destini degli edifici di culto:

  1. chiese rimaste completamente intatte: chiesa dello Spirito Santo; cappelletta votiva di san Rocco.

  2. chiese con danni parziali riparate quasi subito: Matrice; san Rocco; san Giuseppe; Portosalvo.

  3. chiese distrutte e mai più ricostruite, fra le altre: chiesa Confraternita del Rosario; convento dei Frati cappuccini; chiesa della Grazia Vecchia o dell’Addolorata.

  4. chiese ricostruite ex novo.

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Per quanto riguarda la terza categoria, pur venendo distrutti gli edifici, le opere custodite al loro interno, andarono ad arricchire il patrimonio artistico delle chiese superstiti. Esempio emblematico di chiesa adornata da opere di altre chiese è quella di San Giovanni . Al suo interno sono custodite, infatti, la Pala d’altare, la Mensa Eucaristica (in origine altare maggiore), una statua lignea di sant’Antonio da Padova e un dipinto di San Giovanni Battista e una bella scultura lignea raffigurante lo stesso Santo, appartenuti al convento dei Frati Cappuccini.

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La chiesa della Madonna del Buon Consiglio

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Quanti sanno che a Scilla esiste la chiesa della Madonna del Buon Consiglio? In realtà, quella che la pietà popolare ha intitolato a San Giovanni Battista è stata realizzata come chiesa della Madonna del Buon Consiglio. Nel 1908, l’attuale via Libertà non esisteva e l’intero comprensorio era composto da giardini coltivati. La chiesa venne donata da Papa Pio X e realizzata su suolo comunale dove non erano mai esistiti luoghi di culto e, all’interno della stessa, furono collocati gli arredi liturgici appartenuti al convento dei Frati Cappuccini che sorgeva nel luogo in cui oggi sorge l’anfiteatro nella Villa Comunale. Era talmente forte e viva, però, la devozione verso San Giovanni, che la chiesa fu “ribattezzata” dal popolo scillese chiesa di San Giovanni Battista.

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Le cupolette di San Giovanni

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La chiesa di San Giovanni Battista è una delle più caratteristiche della nostra parrocchia essendo realizzata interamente in legno. Ma, ammirandone la struttura, tutto si  potrebbe immaginare tranne che originariamente fosse provvista addirittura di cupolette. La chiesa è identica a tutte le altre – in realtà non ne esistono più perché tutte sostituite da costruzioni in muratura – chiese in legno donate da Pio X nel 1909 alle comunità duramente provate dal sisma calabro–siculo e, come le altre costruzioni, era provvista di cupolette per l’aereazione situate sul tetto. Negli anni ’70 quando venne realizzata la facciata in muratura, la cupolette vennero rimosse. Il loro stile riecheggiava il gotico e, all’apice, erano sovrastate da una pigna. L’importanza delle cupolette, così come dell’intero edificio, deriva dal fatto che ormai è l’unica chiesa lignea donata nel 1908, rimasta quasi totalmente inalterata.

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