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Curiosità

Maria di Porto Salvo e i Santi Medici Cosma e Damiano

Perché i Santi Medici sono collegati alla figura di Santa Maria di Portosalvo? I Santi Cosma e Damiano sono stati Santi Anargiri, esercitavano, cioè, la professione medica gratuitamente. Ritratti accanto la Vergine Maria, sono stati oggetto, sin da subito, di grande devozione. Esistono anche due statuette dei Santi Medici collocate ai due lati della statua della Madonna. La devozione nel corso dei secoli è andata sempre più crescendo e nel 1901 furono ralizzate due statue lignee ad altezza naturale. Particolarmente grande è, da sempre, la devozioni verso i Santi Martiri, degli abitanti di Favazzina, la frazione marittima di Scilla. San Còscimu, infatti, è, ancor oggi, uno dei modi di indicare la chiesa di Portosalvo da parte di alcuni scillesi.

L’altare Maggiore

Osservando l’altare maggiore si nota subito che il paliotto marmoreo dello stesso ha come decorazione Santa Lucia scolpita a figura intera in bassorilievo. Ovviamente si tratta di una cosa alquanto curiosa perché la chiesa è dedicata alla Vergine di Portosalvo e non alla Santa Siracusana. Fino al 1783, nel cuore del quartiere, sorgeva una chiesetta dedicata a Santa Lucia. Il terremoto che in quell’anno seminò morte e disperazione la distrusse e non venne più ricostruita. I marmi e gli oggetti sacri che in quell’edificio erano custoditi - come ad esempio la tela raffigurante le tre Sante Vergini e Martiri siciliane Lucia, Agata e Barbara – furono traslati nella dirimpettaia chiesa di Portosalvo. In particolare, con i marmi recuperati, venne realizzato un altare laterale al di sopra del quale venne collocato il quadro di Santa Lucia. Dopo il terremoto del 1908, la chiesa di Portosalvo fu ricostruita e venne collocato il paliotto dell’altare di Santa Lucia nel novello altare maggiore. Sicuramente questa scelta fu dettata dalle peculiarità artistiche del paliotto, finemente lavorato e decorato.

 

Il settecentesco organo a canne

All’interno della chiesa è custodito un organo a canne del XVIII secolo. L’opera è finemente lavorata nella parte superiore. Nel centro si trovano due serie di canne e nella parte inferiore la tastiera. L’organo è tutt’oggi azionabile dalla sacrestia a mano attraverso un sistema di mantici. Ovviamente necessita di un restauro artistico e musicale, ma colpisce il fatto che ancor oggi funzioni grazie al sistema originario.

 

SUPERFICIE AULA: mq 170

POSTI A SEDERE: 50 (in n° 10 banchi)

POSTI IN PIEDI: 80

TOTALE POSTI: 130

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