
Santi venerati
L'ecce Homo
All’interno della chiesa è custodita una statua raffigurante l’Ecce Homo, ossia il Cristo che, flagellato, coronato di spine e dotato di una canna come se fosse uno scettro, viene posto alla ferocia della folla. L’opera, di piccole dimensioni, è attribuita al canonico Ingigneri ed è, quindi, collocabile intorno alla metà del XVIII secolo. La base dorata è ottagonale e presenta una lavorazione floreale in altorilievo. Il Cristo, dal corpo lacerato dalla flagellazione, indossa un mantello color porpora legato al collo da una corda. Le braccia sono incrociate e i polsi legati anch’essi da una corda. Con la mano destra regge una canna. Il volto è particolarmente espressivo. I capelli sono partcolarmente lunghi, la barba è folta ed una corona di spine è conficcata sulla fronte.
La Vergine del Carmine
All’interno di una nicchia della navata laterale destra è custodita una statua lignea raffigurante la Vergine del Carmine in Gloria proveniente dall’omonima chiesa situata nel quartiere San Giorgio. Quasi sicuramente riconducibile al XVIII secolo, ritrae la Vergine assisa fra le nubi. La base è quadrata. Dipinta in argento, presenta al centro un fregio dorato. Da questa si dipartono delle nubi dorate. Nella parte bassa sono scolpite in altorilievo due teste di cherubino alate. Nella parte destra un angelo dalle ali spiegate è scolpito a tuttotondo ed ha le mani giunte. Nella parte alta è raffigirata la Vergine Maria seduta sulla nube. La Vergine Maria indossa una veste di colore rosa, un copricapo rosso, un mantello azzurro ed ha una cintola dorata così come dorati sono gli orli delle maniche. Con la mano sinistra dona lo scapolare mentre con la destra regge il Bambino. Questi avvolge il braccio destro al collo della Madre mentre con la mano sinistra benedice il popolo.
San Giuseppe
Nel 1750 il canonico scillese Pietro Ingegnere realizzava, su richiesta dei fratelli Giacomo e Nunzio Matrà, una statua raffigurante San Giuseppe. La statua è in cartapesta - in realtà si tratta di tela gessata e legno - e raffigura il Santo Patriarca con in braccio Gesù Bambino. Calcolando l’epoca in cui fu realizzata, ha un’altezza di gran lunga superiore alla media. La base è suddivisa in tre sezioni: quella inferiore e superiore sono dipinte in argento; quella centrale, dipinta di scuro, reca la data, la firma dell’autore e i nomi dei committenti. Il Santo indossa una veste di color nero che arriva appena sopra le caviglie. Una camicetta color bianco-panna si vede nelle maniche e nel colletto. Alla vita c’è una cintola di color marrone bordata d’oro. Un mantello di color marroncino chiaro avvolge la statua nella parte posteriore. Il Gesù Bambino è retto tra le braccia, dai capelli ricci e castani, tiene il braccio sinistro poggiato sul petto del Padre Putativo e con la mano destra benedice l’umanità. Ma la grande bravura dell’artista si può capire ammirando il volto del Santo. Dai capelli e barba ricci e di color grigiastro ha uno sguardo davvero profondo. Un particolare è la mancanza di sopraciglie, che attribuisce allo sguardo particolare profondità.